Dell’antica chiesa abbiamo testimonianza in un documento varesino dell’anno 1297, con il nome del cappellano o rettore: Giovanni Maridati. In documenti successivi la chiesa è denominata Sant’Ambrogio in castro, cioè costruita nell’area del castello. Il castello medievale di Lonate è menzionato in documenti del 1303 e del 1335 quand’era ormai cadente, anzi in gran parte caduto. Nel 1477 quella chiesa era in condizioni precarie: allora un testatore dispose un contributo per ripararla. Qualche anno dopo si preferì ricostruirla.

La prima pietra della nuova chiesa, murata in facciata e ancor oggi visibile, porta in rilievo la data 1499. Alla costruzione collaborarono tutte le famiglie del borgo fornendo a turni manovalanza gratuita. I lavori, interrotti nel 1500 quando truppe straniere sottoposero Lonate a pesante saccheggio, ripresero nel 1508. Interrotti di nuovo in un contesto di continue guerre tra i francesi allora signori di Milano ed i loro nemici europei, i lavori ripresero nel 1513 per concludersi intorno al 1520. Sulla iniziale pianta ottagonale di m 10 di diametro, rimasta come presbiterio e abside, si inserì l’aula dei fedeli, lunga m 30. Dal 1508, ma forse sin dal 1499, vi lavorò l’architetto Antonio Bodio detto Antonio da Lonate, uno dei tanti discepoli del celebre Bramante. Al Bodio gli studiosi attribuiscono il disegno dell’intero edificio.

La chiesa, tutta in mattoni (niente ciottoli), era apprezzata nel Cinquecento “per essere d’una nave sola, tutta in volta”: cioè ad ampia navata unica voltata (allora non c’era il cemento armato). Sulle pareti della navata, tre o forse quattro per parte, stavano le cappelle a forma di nicchia, ciascuna con un piccolo altare interno.

Di poco posteriore al 1520 è ritenuta dagli studiosi la decorazione a fresco del catino dell’abside: “candelabra” (intreccio di elementi vegetali e fantastici) e figure di evangelisti e di santi, al centro la grande figura di sant’Ambrogio. Sul tetto della chiesa, nella zona di collegamento tra presbiterio ed aula, stava una torretta per le campane. All’interno della chiesa, sotto il pavimento, erano predisposti in muratura una cinquantina di sepolcri per le famiglie abbienti e per le autorità del borgo. Portavano luce dentro la chiesa tante piccole finestre quante erano le nicchie, ed il grande rosone che animava la facciata, alla quale tra Cinque e Seicento venne aggiunto il prònao (portale con atrio) affiancato da due porte minori.

Circondava la chiesa, sul davanti e sul lato sud, il cimitero, che sarà poi via via ridotto con la costruzione del bel sagrato nel 1622 e del maestoso campanile nel 1635. Nel 1775 a lato della chiesa verrà, infine, costruito un grazioso porticato con funzione cimiteriale, detto il chiostro di Sant’Ambrogio.

Dentro la chiesa sulla parete settentrionale era già istallato un organo all’inizio del Seicento. La nicchia sulla parete opposta venne resa più profonda nel primo Seicento e diventò la cappella della Madonna del Rosario.

La chiesa, rimasta sostanzialmente inalterata (o quasi) dalle origini, fu oggetto di una profonda ristrutturazione nel corso dell’Ottocento. All’altare maggiore di legno dorato di fattura cinquecentesca subentrò nel 1825 l’altare di marmo che ci rimane, sovrastato da un tempietto con angioletti portacroce in cima (sostituiti dagli attuali di legno dopo il 1960 quando frantumò quelli il crollo del padiglione). Sulla controfacciata venne istallato nel 1833 il grandioso organo meccanico, restaurato venticinque anni fa dopo un lungo silenzio. Negli anni 1852-59 sei delle cappelle a nicchia vennero trasformate nelle cappelle alte e profonde che si vedono ancor oggi, ma le due nicchie più vicine all’altare maggiore non vennero modificate se non in misura ridotta, per cui nel 1999 si poterono riproporre nella loro architettura originaria. In quell’occasione tornarono alla luce gli affreschi antichi che ornavano le prime due nicchie, con i loro santi titolari: Bartolomeo nella nicchia settentrionale, Pietro Martire nella nicchia della parete sud.

Intanto, parte nel Settecento, parte dopo, agli affreschi dipinti sopra gli altari laterali subentrarono le statue dei santi corrispondenti. I santi dipinti nella volta dell’aula sono del 1903, le scenedipinte dentro le cappelle ottocentesche sono del 1947-48.

Attualmente le cappelle hanno le seguenti intitolazioni:Sacro Cuore, Sant’Antonio, San Giuseppe sulla parete settentrionale; Madonna del Rosario, Crocifisso, sant’Ambrogio sulla parete opposta.

Dal 1951 sotto la mensa dell’altare maggiore giace il corpo di san Fortunato martire, proveniente dalle catacombe romane.

DATI DEL LUOGO

Luogo: Chiesa di Sant'Ambrogio
Proprietà: Parrocchia di Sant'Ambrogio
Indirizzo: Piazza Sant'Ambrogio, 1
Telefono: +39 0331 669600
Sito web: http://parrocchiadilonate.uploft.it/

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