La collaborazione tra l’associazione S. Antonino C’È e l’Assessorato alla Cultura ha permesso di proporre un incontro che si prospetta molto importante dal punto di vista storico, educativo e umano. E’ un’opportunità che ha un alto valore culturale sia per gli adulti che per i giovani, in quanto fornisce l’occasione eccezionale di incontrare un uomo che ha vissuto in prima persona ciò che normalmente viene raccontato storia sui libri di storia.

Lunedì 18 maggio 2015 ore 20.45 presso l’oratorio di Sant’Antonino Ticino, infatti, il sig. Enrico Vanzini, sopravvissuto alla reclusione nel campo di concentramento di Dachau, testimonierà la sua esperienza durante uno dei periodi più tragici della nostra storia.

Enrico Vanzini, nato il 18 novembre del 1922 a Fagnano Olona (VA), da anni ormai residente a Cittadella (Padova). Durante la Seconda Guerra Mondiale fu un militare dell’esercito italiano. Dopo il proclama dell’8 settembre 1943 fu arrestato dalla Wehrmacht e inviato a Ingolstadt in Germania a lavorare. Tentò la fuga, ma venne ripreso e condannato a morte a Buchenwald, pena in seguito commutata con l’internamento a Dachau. Enrico Vanzini entrò nel campo di concentramento nell’ottobre del 1944 con numero di matricola 123343, già appartenuto ad un detenuto deceduto, e fu assegnato alla baracca 8 nella sezione dei detenuti lavoratori. Sopravvissuto ai lavori forzati e a condizioni indescrivibili nel campo di concentramento nazista, fu costretto a lavorare alla camera a gas e ai forni crematori di Dachau, diventando testimone dell’orrore nazista. Il 29 aprile 1945 il campo di Dachau viene liberato. Enrico Vanzini è allo stremo ma riesce a sopravvivere. Quando torna a casa, da cui mancava da più di cinque anni, pesa 29 chilogrammi (56 kg persi in 7 mesi contendendosi coi topi i resti della spazzatura) e le sue condizioni sono tali che i suoi genitori non lo riconoscono. Enrico, dopo sessant’anni di silenzio, come testimone degli orrori dei campi di concentramento tiene conferenze in scuole e sale pubbliche. È l’ultimo italiano appartenente al Sonderkommando (la squadra incaricata di riempire di cadaveri i forni crematori).

Martedì 19 maggio, invece, durante la mattinata, incontrerà i ragazzi delle classi terze presso la scuola media C. Carminati lasciando anche a loro la sua testimonianza perché per usare le parole di Primo Levi “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.


“Ho visto come il cuore di un uomo possa diventare pietra, come i totalitarismi annullino il pensiero delle persone, come la vita possa essere considerata un nulla. Non odio assolutamente i tedeschi, non si deve odiare nessuno. Rimango però perplesso perchè mi sembra che a volte l’uomo non abbia imparato nulla dalla storia” (E. Vanzini)


INFO EVENTO

  • Testimonianza di Enrico Vanzini
  • Associazione S. Antonino C'È; Assessorato alla Cultura del Comune di Lonate Pozzolo
  • 18 maggio 2015
  • 20:45
  • S. Antonino Ticino
  • Oratorio, via C. Poma

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